Come migliorare l’alleanza terapeutica con i tuoi pazienti

Un legame basato sulla fiducia, il rispetto, la collaborazione e la condivisione: l’alleanza terapeutica è fondamentale nel rapporto tra odontoiatra e paziente.  
Ma quali sono gli strumenti per migliorarla?

alleanza terapeutica

Quello di alleanza terapeutica è un concetto che ha origine al di fuori delle mura dello studio dentistico, ma nel tempo si è evoluto, fino ad essere considerato come una componente fondamentale nel rapporto tra odontoiatra e paziente.

Questi non solo condividono gli obiettivi del trattamento e il percorso per raggiungerli, ma creano anche una nuova relazione, caratterizzata da fiducia ed empatia.

Una relazione su cui si basa tutto il successo del trattamento odontoiatrico.

Il concetto di alleanza terapeutica

Come dicevamo, sebbene sia ormai argomento di pane quotidiano negli studi odontoiatrici, il concetto di alleanza terapeutica non nasce in campo odontoiatrico.

L’espressione alleanza terapeutica prende origine dalla psicologia, in particolare dal lavoro di una psicoanalista di Boston, Elizabeth Zetzel, la quale, nella seconda metà degli anni cinquanta formalizzò esplicitamente questo concetto, per altro già presente da qualche decina di anni negli studi di Freud. 

La Dott.ssa Zetzel aveva sostenuto infatti che era possibile praticare l’analisi solo se paziente e analista avessero collaborato attivamente, condividendo obiettivi e metodo del trattamento, a costituire una sorta di “partito comune contro i nemici”.

Negli anni diversi clinici e studiosi si sono interrogati intorno a questo tema.

Tra le definizioni più diffuse di alleanza terapeutica vi è sicuramente quella di Bordin (1979) che supera la matrice, prevalentemente psicoanalitica, da cui il concetto di alleanza prende vita.

Secondo l’autore l’alleanza si fonda su tre componenti:

  • la condivisione esplicita di obiettivi tra paziente e terapeuta
  • la definizione di ruoli e compiti nel processo terapeutico
  • il legame affettivo basato su fiducia e rispetto tra i due (o più) attori del processo

Il terapeuta non è colui che traina nel processo di cura, ma è accompagnatore che percorre con l’assistito le differenti tappe del suo percorso terapeutico.

La relazione quindi è fatta di scambi, di fiducia e di condivisione che permettono al paziente di sentirsi a proprio agio, compreso e accolto nel suo viaggio e al terapeuta di agire con competenza, conoscenza ma soprattutto empatia verso il paziente. 

Percorso, tappe, condivisione, esperienza.

Se ci estraiamo per un secondo e ritorniamo al settore odontoiatrico notiamo come questo concetto sia assolutamente declinabile, a livello teorico, con il rapporto che si instaura tra odontoiatra e paziente. 

L’alleanza terapeutica è importante perché consente al paziente di sentirsi ascoltato e compreso, e di avere un ruolo attivo nel proprio percorso di cura.
Inoltre, l’alleanza terapeutica aiuta a stabilire una relazione di fiducia tra odontoiatra e paziente, che è fondamentale per il successo del trattamento.

Fasi e strumenti per migliorare l’alleanza terapeutica con il paziente

L’alleanza terapeutica tra odontoiatra e paziente può essere suddivisa in tre livelli: la collaborazione, la cooperazione e la condivisione.

  • Nel livello di collaborazione, odontoiatra e paziente lavorano insieme per stabilire gli obiettivi di trattamento.

  • Nel livello di cooperazione, viene condiviso il percorso di cura, i consigli e le azioni per raggiungere gli obiettivi di trattamento.

  • Infine, nel livello di condivisione, odontoiatra e paziente prendono decisioni condivise e raggiungono un accordo sui passi successivi del trattamento – siano essi svolti in studio o dal paziente durante la sua quotidianità.

Per ognuno di questi livelli, esistono diversi strumenti che possono essere utilizzati affinché il team dello studio gestisca efficacemente il rapporto con il paziente.

L’ascolto e le tecniche di comunicazione sono sicuramente due tra questi, ma non non solo: è fondamentale che ogni studio si doti di processi e strumenti volti all’allineamento ed educazione con il paziente, così come alla raccolta costante di feedback e la verifica degli sviluppi di ogni percorso di cura. Il paziente deve essere preso per mano e guidato nel suo percorso di cura e per farlo, non si può improvvisare.

Facciamo alcuni esempi.

L’utilizzo di tecniche di comunicazione interpersonale, di un linguaggio semplice e comprensibile, di capacità di educare e sensibilizzare sono temi su cui tutto il team dello studio dovrebbe essere formato e aggiornato. La comprensione e la consapevolezza infatti da parte del paziente aumentano la sua partecipazione attiva al trattamento.

Il tuo team ha mai svolto un corso di formazione sulle tecniche di comunicazione e relazione con il paziente?

Non solo, la forza del rapporto instaurato con il paziente passa anche dalla redazione di alcuni documenti e dalla raccolta di informazioni da parte del paziente: pensiamo ad esempio all’anamnesi ma anche ad indagini di soddisfazione che aiutino a mantenere elevato il livello di allineamento tra odontoiatra e paziente. 

Hai curato attentamente la redazione di questi documenti?

Stabilire una relazione di fiducia tra odontoiatra e paziente è un impegno quotidiano che coinvolge tutto il team di studio e necessita di organizzazione ed esperienza.

Alla base di tutti questi aspetti, è imprescindibile la professionalità e la competenza dell’odontoiatria e del suo team che con le capacità cliniche e l’esperienza accumulata in anni di interazione con il paziente, si impegnano a personalizzare ogni trattamento in base alle esigenze del singolo paziente. 

Professionalità e competenza, però, non possono essere gli unici strumenti messi in campo. 

Quindi chiediti:
– Instauri un dialogo con il paziente prima e dopo il tempo della visita?
– Durante la visita e in generale in qualsiasi momento d’interazione con il paziente, si ascoltano i timori, le paure e le emozioni del paziente?
– Si cura al 100% l’esperienza del paziente in studio?

Ostacoli all’alleanza terapeutica

Non tutti gli studi risponderebbe di sì a questi quesiti, non sempre infatti si riesce a condurre in modo efficace l’alleanza terapeutica.

Quali sono gli ostacoli nella costruzione di un rapporto di fiducia con il paziente?
Ne abbiamo, sinteticamente, raccolti cinque.

  • Ogni paziente è unico e diverso dagli altri.
    E può avere esigenze e aspettative del tutto diverse dagli altri. Il paziente è prima di tutto una persona, e relazionarsi con chi abbiamo davanti non è sempre così semplice e immediato.
    Per questo, è importante che il tuo team abbia anche competenze in materia di comunicazione.

  • Non c’è abbastanza tempo.
    La mancanza di tempo e la frenesia della vita di studio può impedire a te o al tuo team di dedicare abbastanza tempo ad instaurare una relazione significativa con il paziente.
    Tuttavia strutturare dei processi di comunicazione ed interazione con il paziente, chiari e definiti, anche la gestione del tempo si può migliorare.

  • Non abbiamo gli strumenti giusti
    Per migliorare l’esperienza del paziente e l’alleanza terapeutica, ogni studio deve dotarsi di strumenti che aiutino il team e il paziente ad instaurare un rapporto solido, di fiducia reciproca. Documenti di anamnesi personalizzati, strumenti di indagine della soddisfazione del paziente, tecnologie volte a migliorare i percorsi di cura, tool di comunicazione pre e post visita, e la lista potrebbe continuare.
    È importante che ogni studio mappi tutti i processi interni e gli strumenti necessari, personalizzati per le proprie esigenze e quelle dei propri pazienti.

  • Più attenzione alla clinica, meno all’esperienza del paziente
    Talvolta, l’attenzione e l’enfasi sono poste principalmente sulla parte clinica, trascurando l’importanza dell’esperienza del paziente.
    È cruciale bilanciare la cura clinica con un’attenzione adeguata al comfort, alle emozioni e alle aspettative del paziente durante tutto il percorso di cura.

  • La cura della persona, oltre che del paziente
    Oltre ad affrontare le necessità cliniche, è essenziale considerare l’individuo nella sua interezza, comprendendo le sue esigenze emotive, psicologiche e personali.
    Questo approccio olistico permette di creare un ambiente empatico e di fornire un supporto completo al paziente, andando al di là delle cure dentali.
    Considerare la persona nella sua totalità e offrire un sostegno empatico contribuisce a costruire una relazione di fiducia duratura, migliorando notevolmente l’alleanza terapeutica e il successo complessivo del trattamento.

Ciaodoc: un alleato per l’alleanza terapeutica con i tuoi pazienti

In conclusione, l’alleanza terapeutica è un pilastro fondamentale nel rapporto tra odontoiatra e paziente, basato sulla fiducia, il rispetto, la collaborazione e la condivisione. Attraverso questi strumenti è possibile costruire una relazione solida, efficace e duratura nel tempo.

Tuttavia, ci sono ostacoli da superare, come il rischio di focalizzarsi maggiormente sulla clinica trascurando l’esperienza del paziente e la mancanza di strumenti adeguati.
Abbiamo pensato proprio a casi d’utilizzo come questo quando abbiamo creato Ciaodoc.

Ciaodoc è la prima piattaforma che aiuta i professionisti del mondo odontoiatrico a offrire una migliore esperienza ai propri pazienti, affiancando i tradizionali strumenti di anamnesi e diagnosi.

Come funziona?
Grazie ai questionari presenti all’interno della piattaforma, realizzati attraverso una metodica review scientifica, puoi misurare i profili di rischio dei tuoi pazienti e raccogliere dati preziosi sulle patologie extra-orali, sullo stile di vita e le loro abitudini. 

La raccolta di queste informazioni, ti permetterà di proporre piani di cura e di prevenzione completi e che considerano a 360° la salute del paziente e i rischi per il suo cavo orale.


Se sei interessato a scoprire tutte le funzionalità di Ciaodoc, e come può essere di supporto al tuo studio nel migliorare l’alleanza terapeutica con il paziente, scarica qui un video tour della piattaforma.

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