Le collaborazioni in odontoiatria: come gestirle al meglio

Quello delle collaborazioni in odontoiatria è un fenomeno del tutto caratteristico del settore, quantomeno in Italia.

Sebbene siano presenti in ogni studio, e apportino un notevole valore all’attività di studio sono anche, talvolta, causa di conflitti e malumori, di tensione interna al team o con il paziente.

collaborazioni odontoiatria

L’organigramma di ogni studio odontoiatrico si compone spesso di collaboratori e consulenti che supportano l’attività condotta dal titolare e dai suoi dipendenti.

Ma le collaborazioni in odontoiatria, per essere efficaci, devono essere gestite con attenzione e strategia.
In questo articolo analizziamo il fenomeno e ti forniamo qualche consiglio per riuscire a condurre al meglio le attività del tuo studio.

Strategia interna dello studio

Partiamo da un punto fondamentale: una corretta e ponderata strategia interna è essenziale per gestire al meglio le collaborazioni in odontoiatria.

È importante definire ruoli e responsabilità in maniera chiara, evitando sovrapposizioni o ambiguità.
Così com’è importante definire una filosofia, delle regole, dei comportamenti a cui tutti, personale interno e collaboratori, devono allinearsi. 

Ogni studio dovrebbe dedicare tempo e attenzione alla propria strategia, perché rappresenterà la bussola di tutte le attività.

Un altro punto da non sottovalutare è come condurre internamente la comunicazione con i collaboratori, che deve essere fluida ed efficace, con incontri periodici per discutere degli obiettivi, delle sfide e delle strategie da adottare.

Un ambiente di lavoro armonioso, in cui ogni membro del team si senta valorizzato e coinvolto, è la conseguenza di un piano strategico definito.

Questa attività, spesso lasciata al caso, ma improvvisare può generare tensioni e malumori la cui gestione, nel tempo, può diventare un vero e proprio lavoro. 

Il compenso delle collaborazioni in odontoiatria

Un altro aspetto fondamentale da considerare nella gestione delle collaborazioni in odontoiatria è il compenso.

È importante stabilire in maniera chiara e trasparente le modalità di retribuzione dei collaboratori, evitando ambiguità e malintesi che potrebbero generare tensioni all’interno del team.

Un compenso equo e competitivo può favorire un clima di collaborazione positivo e incentivare il raggiungimento degli obiettivi comuni.

Dall’altra parte il compenso deve essere innanzitutto ponderato in funzione del budget operativo dello studio.

Il compenso di un collaboratore rappresenta infatti un costo variabile e può chiaramente variare da studio a studio.

Secondo quanto emerge dai dati di settore, il compenso delle collaborazioni in odontoiatria non supera tendenzialmente il 35% della prestazione venduta al paziente ma, proprio per la sua natura variabile, è importante che questo dato venga definito in funzione di un’analisi attenta dei dati economico-finanziari dello studio, che valuti i costi totali e l’impatto che il collaboratore può avere sul bilancio aziendale.

Tutti questi elementi devono poi convogliare in un accordo tra le parti, che sancisca motivazioni, aspettative e istanze.

Potrà sembrarti scontato, ma non basta una stretta di mano come purtroppo ancora accade all’interno di molti studi odontoiatrici.

Una forma scritta di accordo è l’elemento che guiderà, normalizzerà e chiarirà la collaborazione, le attività promesse e concordate tra collaboratore e titolare dello studio, e le eventuali situazioni di conflitto che potranno crearsi.

Formazione e allineamento del team e delle collaborazioni in odontoiatria

Sappiamo che la formazione di un odontoiatra non si esaurisce con la laurea e non si arricchisce con la sola esperienza sul campo.

La formazione continua è un obbligo di legge che prevede, in ambito medico e odontoiatrico, l’acquisizione di un numero variabile di crediti ECM nell’arco di un triennio: chi non assolve gli obblighi, è soggetto a sanzione.

Durante un triennio, è compito del professionista accumulare almeno il 40% del proprio fabbisogno formativo partecipando a corsi erogati da provider accreditati.

La formazione continua è quindi il comune denominatore di ogni studio odontoiatrico.

Oltre a quella obbligatoria che ogni odontoiatra deve sostenere, è però fondamentale investire nella formazione del personale, offrendo opportunità di sviluppo professionale e corsi di aggiornamento anche extraclinici.

Corsi di comunicazione, di approccio e gestione al paziente sono solo alcuni esempi di temi che possono arricchire la conoscenza e le skills del team di studio, nonché garantire un allineamento tra i membri, in modo che tutti lavorino secondo gli stessi standard di qualità e condividano la filosofia dello studio e una visione comune dell’odontoiatria offerta.

I corsi organizzati internamente allo studio sono anche un’ottima occasione per promuovere occasioni di confronto e condivisione tra i collaboratori e i dipendenti dello studio, al fine di migliorare processi ed attività.

Il rapporto con il paziente

Le collaborazioni in odontoiatria non interessano solo il rapporto interno e le dinamiche tra i membri del team, ma anche il rapporto con il paziente.

Parlando di Patient Journey abbiamo già discusso di quanto sia importante che tutte le figure che entrano in contatto con il paziente contribuiscano nelloffrire un’esperienza positiva al paziente, mostrando empatia, professionalità e cura.

Una comunicazione efficace con il paziente, basata sulla fiducia e sulla trasparenza, da parte del collaboratore, contribuirà a instaurare un’alleanza terapeutica con il paziente e a costruire un rapporto duraturo e soddisfacente da entrambe le parti.

A questo proposito, ogni studio dovrebbe essere dotato di strumenti e processi che guidino il collaboratore nell’approccio che si vuole avere con il paziente.

Quali protocolli seguire durante una visita di controllo?
Quali durante una prima visita?
Esistono dei workflow di studio per i trattamenti parodontali?
E così via.

Più lo studio è organizzato in questo senso, più è facile che il collaboratore segua e applichi un approccio condiviso.

Non è solo un tema di processi e protocolli, ma anche di strumenti.

Quali tecnologie vengono messe a disposizione al collaboratore per gestire e comunicare con il paziente?
In che modo il collaboratore deve utilizzare il gestionale di studio?
Quali supporti ha il collaboratore per consapevolizzare il paziente, oltre all’informazione ed educazione che può fare durante la visita?

Queste sono tutte domande a cui un titolare di studio dovrebbe rispondere, per assicurarsi che le collaborazioni abbiano successo e che ogni membro del team sia allineato.

Da questo punto di vista, ad esempio, Ciaodoc è uno strumento molto utile per i tuoi collaboratori, perché garantisce che il paziente venga consapevolizzato e informato a prescindere dal professionista che si troverà davanti.

Ciaodoc infatti è la prima piattaforma che aiuta i professionisti del mondo odontoiatrico a offrire una migliore esperienza ai propri pazienti, grazie a questionari e contenuti realizzati attraverso una metodica review scientifica.

È uno strumento che può essere davvero efficace per le collaborazioni in odontoiatria: se vuoi approfondire lo puoi fare qui.

Le collaborazioni e il passaggio generazionale

Un ultimo, ma non meno importante, punto che vorremmo affrontare in questo articolo è legato al ruolo chiave che le collaborazioni possono svolgere durante il passaggio generazionale tra professionisti.

Sappiamo che il passaggio generazionale è un fenomeno protagonista del settore odontoiatrico, e lo sarà per i prossimi anni, interessando più del 50% degli studi odontoiatri. 

Quando un dentista titolare di studio si avvicina alla pensione, una delle opzioni che si possono presentare è quella del trasferimento dell’attività ad uno o più collaboratori.

È importante pianificare con attenzione questa fase di successione e coinvolgere i collaboratori nel processo di trasferimento delle competenze e della clientela.

Per questo una corretta gestione delle collaborazioni può garantire una transizione fluida e senza traumi, preservando la continuità dell’attività e garantendo la fiducia dei pazienti.

Conclusioni

Le collaborazioni in odontoiatria possono essere un elemento fondamentale per il successo di uno studio dentistico, ma richiedono una gestione attenta e strategica.

La definizione di una politica chiara di compensi, una corretta strategia interna dello studio, la formazione continua, il rapporto con il paziente e la pianificazione del passaggio generazionale sono tutti elementi cruciali da considerare. 

Investire tempo ed energie nella gestione delle collaborazioni può contribuire a creare un ambiente di lavoro armonioso, migliorare l’esperienza del paziente e garantire il successo a lungo termine dello studio odontoiatrico.

Se sei interessato ad approfondire i servizi progettati con la Commissione ANDI per il Passaggio Generazionale, trovi maggiori informazioni sul sito dedicato.

Se invece vuoi scoprire tutte le funzionalità di Ciaodoc, e come può essere di supporto al tuo studio nella gestione delle collaborazioni in odontoiatria, scarica qui un video tour della piattaforma.

Indice

Altri articoli dal blog

pazienti dormienti dentista
Affrontare il dilemma dei pazienti dormienti: strategie per riportarli in studio
messaggi di richiamo dentista
I messaggi di richiamo dentista: come renderli un fattore di successo dello studio
gestione studio dentistico
Gestione studio dentistico: il nuovo paradigma dell’odontoiatra imprenditore